La vitamina B12 e i rischi dell'alimentazione Vegana

C’è un acceso dibattito sulla Vitamina B12 tra i nutrizionisti e gli addetti ai lavori. Le correnti di pensiero sono diverse. Alcuni ritengono che un'alimentazione completamente vegana (del tutto priva di cibi d’origine animale e quindi di Vitamina B12) sia molto pericolosa perché il nostro organismo assorbe la B12 da fonti animali per tutta una serie di fattori. Altre linee di pensiero sostengono che i rischi di un’alimentazione prevalentemente carnivora sono elevati per l’essere umano e per l’intero pianeta.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono lapalissiane: le carni, in particolare quelle rosse, vanno consumate con moderazione; le carni lavorate e le bibite zuccherate vanno evitate. Tuttavia c’è molta confusione e soprattutto si rischia di scegliere non per fattori etici o per motivi di salute bensì per assecondare una moda. In realtà ciascuno di noi è diverso e, quindi, ha specifiche esigenze alimentari.

Penso che una dieta sana ed equilibrata debba contenere tutto ciò che ci serve; di conseguenza ricorrere agli integratori non è sempre salutare, può esserlo però per la B12. Si può anche decidere di consumare carne; l’importante è che non sia un’abitudine. Si può diventare vegani o vegetariani ma, se si sceglie uno stile di vita che esclude completamente il cibo animale, bisogna farsi seguire da un esperto perché i rischi ci sono! Tutto si può fare ma con consapevolezza e criterio.



E allora che cos’è la B12? E dove si trova? Questa vitamina, detta anche Cobalamina, perché ha un atomo di Cobalto al centro, è idrosolubile, cioè si scioglie in acqua. Una carenza di Cobalamina è molto rischiosa per l’organismo, siccome essa promuove la crescita dei globuli rossi, è coinvolta nella formazione dei globuli bianchi, coopera con l’acido folico per la sintesi del DNA e dell’RNA, contribuisce a mantenere in salute il sistema nervoso ed è utile per il metabolismo dell’Omocisteina. La B12 si trova nelle uova, nel latte e nei derivati, nel pesce, nelle vongole, nella carne. Questa vitamina viene assorbita dall’intestino e, se non utilizzata subito, viene immagazzinata soprattutto nel fegato. Il fabbisogno quotidiano è veramente scarso: in un soggetto adulto servono 2,4 μg al giorno (per le donne in gravidanza aumenta a 2,6).

Questa vitamina viene prodotta da alcuni microrganismi presenti nel suolo. Gli animali, bevendo acqua contaminata e cibandosi di vegetali non ‘lavati’, fanno il pieno di B12. E per gli animali da allevamento che non vivono allo stato brado? La Cobalamina viene addizionata al mangime. Penso che la soluzione ideale sia scegliere prodotti che non provengono da stabilimenti intensivi, dove gli animali vengono allevati in condizioni pessime con antibiotici e altre sostanze nocive senza potersi nutrire di ciò che la Natura ha donato loro. Se non è possibile scegliere cibo animale sano, allora è meglio optare per un integratore.