Film al femminile, Mona Lisa Smile che cosa ci insegna?

Apro questa serie di articoli del giovedì dedicati al Cinema al Femminile con un film che ho rivisto con piacere proprio oggi pomeriggio. Mona Lisa Smile: questo è il titolo della pellicola che uscì nel 2003. Diretto da Mike Newell, il film è ambientato negli anni Cinquanta. Il personaggio principale, interpretato da Julia Roberts, si chiama Katherine Ann Watson ed è una docente californiana con l’ambizione di insegnare Storia dell’Arte nel college femminile più conservatore degli Stati Uniti. Ci riesce. Le allieve di Wellesley sono tutte o quasi destinate al matrimonio, per il quale vengono istruite.

Cosa ci insegna un film del genere sul femminile? Quale messaggio possiamo cogliere in questa pellicola, noi donne del nuovo millennio? 



Ciascuno di noi vedrà solo ciò che è abituato a vedere in questo film perché la mente ha difficoltà ancora oggi a liberarsi dai pregiudizi. Pensiamo di essere libere ed emancipate ma tante volte non è così. E la Storia dell’Arte - la Cultura in genere - può ingabbiarci oppure liberarci. Dipende dagli approcci. Se è puro nozionismo ci mette le manette ai polsi ma se è associazione di libere idee abbatte tutte le barriere del conformismo che oggi ha solo cambiato volto, aleggiando ancora nel substrato sociale quando etichettiamo le cose, le persone, le situazioni come belle o brutte, giuste o sbagliate.

In Mona Lisa Smile si parla a un certo punto anche di Van Gogh che dipingeva ciò che sentiva non ciò che vedeva. La sua Arte era tanto rivoluzionaria per la sua epoca da farlo morire in povertà, perché - nonostante l’eccezionale talento - in vita non riuscì a vendere nemmeno un quadro. Il rischio, quando si persegue l’autenticità, oggi come in passato, è di rimanere soli. Io penso, però, che valga sempre la pena di uscire dagli obiettivi prestabiliti e assaporare, per un po’, la solitudine. Magari vagando, poiché – come si dice nel film – non tutti quelli che vagano sono senza una meta, soprattutto quelli che cercano la verità oltre la tradizione, oltre la definizione, oltre l’apparenza. La meta è, forse, proprio il superamento delle barriere!

Alle lettrici, che mi seguono, suggerisco (da naturopata e giornalista che adora vagare e scoprire parti di sé) di avvicinarsi ogni giorno un po’ di più alle idee della protagonista di Mona Lisa Smile, moderna ed emancipata Artemide che apre la mente a nuovi punti di vista battendosi per ciò in cui crede. Siate ricettive. Mettetevi alla prova. Sperimentate. Create. Vivete.

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