Donne di successo. La scacchista africana che viveva nelle baracche

Si sente spesso dire che l’Amore non è possesso e che per amare bisogna imparare a perdere, a lasciare andare. Ed è vero. Cosa c’entra questo discorso con le donne di successo e con la scacchista africana, su cui mi soffermerò a breve? Molto. Può capitare che in un momento della vita, in cui ci sentiamo più fragili, noi donne ci sottovalutiamo sminuendo il nostro potenziale. Questo meccanismo ci rende nevrotiche e soprattutto possessive. Il non attaccamento alle cose, agli animali e alle persone è al contrario la Strada per la vera felicità, racchiusa in un momento di beatitudine. In realtà niente ci appartiene, nemmeno un capello, figuriamoci un altro individuo. Forzare gli eventi, avere il controllo su un’altra persona o possedere tanto denaro e proprietà per dimostrare il nostro valore è un limite che ci tarpa le ali. Per vincere davvero bisogna imparare a perdere, a lasciar andare, a fare un passo indietro. Mollare la presa per respirare a pieni polmoni, alzare lo sguardo verso ciò che ci emoziona davvero… sentirsi parte del Tutto è molto gratificante.




Non abbiamo bisogno di conferme esterne per trovare la forza di affrontare le situazioni che si presentano e per essere donne di successo. Le risorse sono dentro (non fuori) di noi. La vicenda della scacchista africana che viveva nelle baracche ci insegna molto in tal senso e potete conoscerla guardando il film Queen of Katwe. Prodotto dalla Disney, il lungometraggio ruota intorno alla storia vera di Phiona Mutesi, nella pellicola interpretata magistralmente da Madina Nalwanga. La macchina da presa di Mira Nair ci conduce nella quotidianità di Phiona, un’adolescente analfabeta che vive con la madre (nel film ha il volto del Premio Oscar Lupita Nyong'o) e i fratelli nell’Uganda rurale. Vende mais. Un giorno capita per caso in un edificio, dove alcuni ragazzi giocano a scacchi sotto lo sguardo vigile di Robert Katende (David Oyelowo). La ragazza impara a giocare dimostrando di avere grandi doti strategiche ed intuitive. Diventa così una celebrità prima nel suo Paese, poi in Africa e nel mondo.

Quando Phiona esce dall’Uganda per un attimo dimentica da dove è partita peccando di arroganza. Non voglio rivelarvi altro. Penso che il Cinema, come ogni forma artistica, quando è autentica e ben fatta, ci apre la visuale facendoci accostare ogni giorno di più all’essenziale che è invisibile agli occhi. Queen of Katwe ci fa capire che il vero successo è un dono e non un diritto o un’ambizione fine a se stessa, perché esso è il risultato di una grande passione, di un momento di follia… di un’inconsapevole senso di leggerezza. Aver paura di perdere ciò che abbiamo ottenuto, con dedizione e spesso con grandi sacrifici, è un grosso limite che ci rende schiavi dei risultati impedendoci di apprezzare l’intero percorso ma soprattutto di Amare davvero ciò che siamo e ciò che facciamo nel quotidiano. Vi allego il trailer. 


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